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Il Parco del Delta del Po

Il Parco Regionale del Delta del Po è stato istituito con la Legge Regionale 2 luglio 1988 n. 27. È il più esteso fra i Parchi Regionali (circa 60.000 ettari) e occupa un’importantissima porzione di territorio della Regione Emilia Romagna a partire , a nord, dal corso del Po di Goro si sviluppa fino a ricomprendere tutto il delta storico; le foci di alcuni fiumi appenninici quali il Reno, il Lamone, i Fiumi Uniti, il Bevano; le zone umide salmastre site lungo la costa adriatica e nell’immediato entroterra quali la Sacca di Goro, le Valli di Comacchio, le Piallasse ravennati, le Saline di Cervia; le zone umide interne di acqua dolce delle Valli di Campotto; boschi e pinete come il Bosco della Mesola e le pinete di San Vitale e Classe.

Il territorio del Parco si articola in sei “stazioni” caratterizzate da specifiche emergenze di carattere naturalistico, paesaggistico e storico – testimoniale:
Volano – Mesola – Goro
Centro storico di Comacchio
Valli di Comacchio
Campotto di Argenta
Pineta di San Vitale
Piallasse di Ravenna
Pineta di Classe
Saline di Cervia


I tesori del Parco in Provincia di Ravenna

fenicotteri

Immagine di Davide Pansecchi e Flavio Bianchedi dalla mostra "I Signori delle Valli"

Testi raccolti da Il volo delle garzette, itinerari di birdwatching nel Parco del Delta del Po

Il Parco del Delta del Po dell'Emilia Romagna è il più importante sito italiano ed uno dei migliori in Europa per il birdwatching, con oltre 310 specie segnalate, di cui 152 nidificanti e 176 svernanti.
Per molte specie il Delta rappresenta una vera roccaforte a livello europeo e nazionale; con specie rarissime ed altrove assolumente impossibili da osservare.
La primavera e l'autunno, in corrispondenza dei picchi di migrazione, riservano le osservazioi più, straordinarie. centinaia di specie frequentano le zone umide del Parco; migliaia di uccelli sostano qualche giorno per alimentarsi e riposarsi prima di riprendere il volo verso le aree riproduttive europee o di svernamento in Africa.

Sant'Alberto e le stazioni "Valli di Comacchio" e "Pineta di San Vitale e Piallasse di Ravenna"

santalberto

Immagine di Davide Pansecchi - Sant'Alberto


A breve distanza da Ravenna, a ridosso delle Valli di Comacchio, si trova Sant’Alberto. Il paese ebbe origine da un isolotto circondato da acque palustri, il “Pereo”, con i primi insediamenti, risalenti all’anno 1000. Tale legame con le acque e con i mutevoli confini segnati dal corso dei fiumi è vivo ancora oggi e prende forma nei racconti e nelle tradizioni di questo luogo.
S.Alberto, una delle principali località della stazione del Parco del Delta del Po a cui appartiene, è una realtà ricca di tradizione e fascino, con un centro storico ben conservato e caratteristico, in cui spiccano la casa in cui abitò il poeta Olindo Guerrini, sede di un centro culturale e della biblioteca comunale, e il Palazzone, sede del centro visite del Parco del Delta del Po e del museo ornitologico e di Scienze Naturali “NatuRa”.
Dal NatuRa, portandosi sull’argine del Fiume Reno, l’antico Po di Primaro, si può accedere ad un piccolo traghetto che consente di arrivare sulla sponda opposta del Reno, che costeggia la parte meridionale delle suggestive Valli di Comacchio, uno dei territori italiani più importanti per il birdwatching. Verso Est si può ammirare la splendida penisola di Boscoforte, ricoperta di vegetazione alofila, sito di nidificazione di centinaia di uccelli acquatici, proseguendo verso il mare si può raggiungere Volta Scirocco, oasi incorniciata nell’ansa abbandonata dell’antico Po di Primaro, caratterizzata dalla presenza di prati umidi e canneti popolati di un’abbondante avifauna.
Nelle vicinanze, verso il mare, è la frazione di Mandriole, che prese il nome dalle mandrie che qui pascolavano prima delle grandi bonifiche. Nel paese si può rileggere una pagina di storia segnata da Giuseppe Garibaldi e dalla moglie Anita visitando l'ex Fattoria Guiccioli dove è situata la stanza in cui Anita spirò e il cippo marmoreo innalzato in via Corriera Antica, nel punto dove fu sepolta la notte del 4 agosto 1849; la stele nel Cimitero fu posta nel 1959 nel centenario della traslazione della salma.

Birdwatching lungo la strada
per il Museo NatuRa

E’ certo che gli uccelli sono la fauna selvatica che si può osservare dappertutto. Vivono in molti differenti ambienti, si possono avvistare nel giardino di casa, in città, nei boschi, spiagge, valli e pinete. Il popolo alato è sempre vicino a noi e chi ha un occhio pratico e sa riconoscere gli uccelli, come pure il neofita, può rimanere piacevolmente sorpreso nel percorrere la strada che da Ravenna porta a Sant’Alberto, magari per andare a visitare il Museo NatuRa, Museo Ornitologico e di Scienze Naturali di Ravenna “Alfredo Brandolini”. Questo perché nel percorso che separa le due località si possono vedere varie specie di uccelli, lungo i canali, o in volo, oppure posati a terra attenti a cibarsi o riposare. A volte anche in mezzo alla strada, come nel caso di una coppia di germano reale cheattraversa la strada per raggiungere il centro di una delle grandi rotonde ravennati, in questo caso vicino il Villaggio Anic, ricche di buon cibo per loro e dove hanno vissuto per vari giorni.

coppia germani

La check list ovvero l’elenco delle specie avvistate lungo il percorso per Sant’Alberto comprende varie specie a seconda anche della stagione e dell’orario di passaggio. Dall’onnipresente garzetta e airone cenerino, all’aironebianco, l’airone rosso, la nitticora, il cormorano; lungo i corsi d’acqua si vedono vari svassi e vari anatidi, gabbiani e sterne, ma i gabbiani si notano spesso anche nei campi, come pure l’airone guardabuoi, le pavoncelle, gli storni e tanti altri. Tra le canne lungo gli argini dei canali, si è riusciti ad osservare la sgarza ciuffetto. In volo capita spesso di vedere gheppi, poiane, upupe, gruccioni, ma la soddisfazione più bella è stata senz’altro l’avvistamento di una gru. Proprio una gru nel bel mezzo di un campo. Insomma il preludio per arrivare al Museo è sicuramente di quelli giusti. Il percorso che separa la città dal museo è ricco di momenti inaspettati e piacevoli e tante volte avere una macchina fotografica vicino ti permette di cogliere questi momenti e riviverli. E’ quando ti accorgi che l’hai dimenticata e magari ti capita l’osservazione più bella che il momento diventa spiacevole! Per fortuna a Sant’Alberto, al di là del traghetto sul Reno, nella suggestiva parte meridionale delle Valli di Comacchio, abbiamo uno dei siti per il birdwatching tra i più importanti in Italia, e lì si può osservare la meraviglia del popolo alato, magari con il binocolo e la macchina fotografica a fianco.
gru
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