IL MUSEO C'E' - IL
CORAGGIO DEGLI SPIRITI LIBERI
Il 28 aprile
2007 alle ore 16.30 presso la sala delle conferenze
del Museo
NatuRa a Sant'Alberto direttamente dall'Argentina si
si è svolto un workshop con
la consulente internazionale in
Turismo Sostenibile Sabrina Bini
relativo a progetti
ed attività educative e
creazione di itinerari in Argentina.
Fino al 30 giugno 2007 è stata ospitata
al Museo NatuRa, con il patrocinio
della Provincia di Ravenna e dell’IBACN,
la mostra dedicata alla figura
di Stefano Cavazzutti, grande medico
ravennate, scrittore e scienziato
emigrato in Argentina verso la
fine dell’800. L'esposizione,
realizzata grazie al contributo
del Polo Scientifico Didattico
di Ravenna dell'Alma Mater Studiorum
Università di Bologna, offriva
una selezione di antichi oggetti
etnografici e archeologici delle
popolazioni indigene di Argentina,
Paraguay e Brasile ed esemplari
naturalistici raccolti da Cavazzutti
durante le sue peregrinazioni nelle
terre dell’America del Sud.
Aprile, Maggio, Giugno 2007
Progetto
di educazione interculturale "Culture
vive! Gli aborigeni dell'Argentina"
In occasione della rivalutazione
del Fondo Cavazzutti il Villaggio
Globale di Ravenna, associazione
di volontariato che da anni si
occupa di commercio equo solidale
e progetti educativi di sviluppo
sostenibile e consumo critico,
in collaborazione col Museo NatuRa,
presenta un nuovo laboratorio nell'ambito
di una promozione di educazione
interculturale. Il laboratorio
creativo si svolge al Museo con
una mediatrice culturale argentina,
utilizzando gli oggetti della mostra.
L'attività è rivolta
agli alunni delle scuole primarie
e secondarie e viene proposta la
scelta tra la Costruzione di una
corona di piume e Drammatizzazione
della leggenda del Mate o la Costruzione
delle Boleadoras, arma da caccia
dei gauchos. Ogni incontro è seguito
dalla degustazione del Mate, la
bevanda tipica dell'Argentina.
Grazie al Polo Scientifico
Didattico di Ravenna dell’Alma
Mater Studiorum – Università di
Bologna - le attività e
le iniziative culturali su
tematiche ambientali e naturalistiche
rivolte alla comunità del
territorio ravennate aumentano.
“Il Museo c’è”, progetto
relativo alla valorizzazione
del Museo “Natura” di
Scienze Naturali, ha avviato
infatti un nuovo ambizioso progetto:
rivalutare un’ importante
figura storica della provincia
di Ravenna, il dott. Stefano
Cavazzutti e la collezione che
questi donò alla città di
Ravenna nei primi anni del Novecento.
Il desiderio di arricchire culturalmente
la propria terra natale attraverso
l’esperienza e la passione
del proprio lavoro portò il
nostro eclettico personaggio
prima in aiuto della popolazione
come medico filantropo nelle
miniere romagnole e successivamente
come benefattore grazie alla
donazione di esemplari unici
provenienti dalle selvagge terre
del sud America.
La collezione, prezioso patrimonio
culturale, raccoglie infatti
antichi oggetti risalenti alle
popolazioni indigene di Argentina
e Paraguay che senza alcuna decisa
azione di recupero andrebbero
inevitabilmente smarrite nella
memoria storica.
Alla donazione del 1910, sembra,
seguirono diversi tentativi al
fine di costituire un museo etnografico
in grado di accogliere e valorizzare
adeguatamente l’intero
patrimonio e la figura del suo
donatore.
Grazie alla preziosa indagine
dell’ultimo direttore del
museo Azelio Ortali, e all’intuizione
archivistica di Carolina Carlone
venne alla luce che quei primi
spontanei tentativi portarono
effettivamente all’istituzione
di un museo, ma che altrettanto
rapida fu la sua scomparsa. La
collezione incontrò in
cento anni di storia ben poco
del lustro che inizialmente gli
si prospettava. Questa fu infatti
inspiegabilmente dimenticata
fino al giorno in cui il dott.
Ortali non decise di riscoprirne
le vicende e raccoglierne la
memoria.
Con vivo entusiasmo quindi il
museo NatuRa, in seguito alla
recente opera di ristrutturazione,
raccoglie questo prezioso testimone
con l’ambizione di far
rivivere alla città questi
lontani tesori e il loro affascinante
mistero e soprattutto di rendere
omaggio a questo grande italiano.
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