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Il Museo è ospitato nello storico edificio santalbertese denominato Il Palazzone, un fabbricato di grande pregio storico-testimoniale eretto nella prima metà del XVI secolo come Hostaria del Duca di Ferrara.
Per poter meglio capire l'importanza e la storia di questo palazzo è necessario un breve excursus storico e naturale della zona.
Qualche secolo fa l'idrologia e la geologia dei luoghi non era come si presenta oggi ai nostri occhi. Sant'Alberto era un paese di confine tra il Ducato di Ferrara, lo Stato Pontificio, la bizantina Ravenna, i Bolognesi e la Repubblica di Venezia.
Varie guerre sono state combattute per il possesso del paese, il quale non era semplicemente lambito dal Po ma ne era completamente attraversato e gli abitanti si distribuivano da una parte e dall'altra degli argini vivendo le stagioni del fiume stesso.
Il Po di Primaro (così si chiamava questo ramo meridionale del fiume), era totalmente navigabile dal mare Adriatico fino alla città di Ferrara, diventando in questo modo una via di navigazione fondamentale per gli scambi commerciali fluviali, soprattutto del sale.
Per questo motivo il duca di Ferrara decise di costruire verso la metà del 1500 proprio una "hostaria" a Sant'Alberto, il Palazzone appunto.
La prima vera citazione del Palazzone risale al 1548 quando in un documento redatto dai "Savi" di Ravenna il 7 luglio si menziona una lamentela al Duca di Ferrara sull'attegiamento insolente dell'oste gestore dell'hosteria di Sant'Alberto nella parte ferrarese.
Sulla base di questa citazione si dovrà far risalire la costruzione di tale opera almeno tra il terzo e il quarto decennio del 1500.
Il Palazzone rappresentava l'avamposto ferrarese in terra romagnola, un edificio che serviva da luogo di sosta, magazzino per le derrate di passaggio e forse anche sede di un posto di guardia; rimase fino alla caduta del ducato di ferrara nel 1598 di proprietà della famiglia estense.
Nel 1688, dopo aver perso parte del prestigio ed essere stata declassata a hosteira, ritornò a godere di una buona stima diventando la dimora gentilizia della famiglia ravennate degli Spreti fino al 1885.
Quando la vecchia nobiltà pontificia divenne un anacronismo il palazzo venne denominato, in maniera dispregiativa, il Palazzone e fino alla metà del 1900 il suo uso fu di abitazione popolare.
Nel 1970 venne acquistato alla famiglia Mascanzoni di Sant'alberto da parte delle cooperative locali CAB e CMCM.
Le stesse cooperative donarono il fabbricato al Comune di Ravenna con una precisa destinazione come Museo della civiltà delle acque nel 1981.

In seguito al restauro tutti i piani (terra, nobile e sottotetto) risultano praticabili.
Il Palazzone risulta inoltre dotato di un ascensore che consente l'agibilità di tutti gli ambienti anche da parte di persone diversamente abili.